Marco Santi
Data di nascita:
28 Settembre 1981
Vive e lascia vivere a Conegliano
Biografia:
Una notte in cui si stava scatenando un inferno pluviale sulle impassibili colline del Montello, ha deciso di “uscire” sbucando con un ciuffo biondo platino dal corpo di Nadia allora maestra di storia e geografia alle elementari di Caselle d’Altivole e da quell’istante anche premurosa e amorevole maestra di vita per quel piccolo angelo che aveva generato. Franco, ieri come oggi risorsa cruciale dell’indotto alimentare veneto, si è preso cura del formidabile invigorimento di quel piccolo Attila, crescendo una mens sana, Asilo-Laurea in 21 anni netti, in corpore sano, 78kg di grinta e vitalità che oggi si muovono fra i tessuti della società moderna, con il cipiglio di una carpa del fiume Sarosawa quando sfida un Sanpei passibile di antidoping.
Il suo percorso scolastico è stato una discesa agli inferi per quanto riguarda l’impegno e la voglia di fare, una Stairway to heaven per i successi inanellati…della serie “studia manco e se te poi copia da quel in fianco”..o per citare un mitico Chazz Palminteri “studia a scuola e impara dalla strada”.
A18 anni è partito per il suo primo grande viaggio: da Vicenza all’Andalusia e poi giù lungo la schiena del Marocco, percorrendo lunghi polveroni su treni e autobus decisamente poco revisionati, finendo in groppa a cammelli o a bordo di calèches…e tutto per trovare un cielo cobalto, mille volti dalla serenità imperturbabile, profumi e spezie mescolati all’odore acre del pesce.
Quindi l’Erasmus a Lisbona durante il quarto anno di Università.. “It’s evolution baby” direbbe Eddie Vedder per spiegare al volo cosa gli sia successo in terra lusitana…una vera e propria evo-rivoluzione interiore, culturale, artistica, sportiva e sessuale.
Lì ha iniziato a fare surf: alla prima visione delle onde non ha reagito come tutti gli altri non-autoctoni che si iscrivevano al corso principianti..doveva imparare subito, a costo di fracassarsi la testa su uno spigolo in poliestere! Comprata una muta Billabong da un bellimbusto tedesco e una Evolution 6.9 (subito ribattezzata Tyson C.) da uno scavezzacollo portoghese, si è buttato nell’oceano..è riemerso dopo qualche ora con dei lividi un po’ ovunque e 2 kg in meno…
A Lisbona ha sperimentato inoltre i “black holes” o vuoti di memoria e ha iniziato a fare foto. Oggi viene spesso avvistato mentre vaga per le strade di una città, con un cappello di paglia e una Canon a tracolla…quando gli chiedono perché sia conciato così, lui risponde:
“Sono intento a raccogliere dei momenti unici legati all’attimo per renderli vivi in eterno”.
Marco propone il Menù del giorno (sconsigliato ai vegetariani):
Antipasto: “Nervetti su un letto di songino” (nervetti di zampa di bovino conditi con aglio, prezzemolo, limone e adagiati su un letto di songino trapuntato di extravergine).
Primo Piatto: "Smaltamuri" (minestra preparata con polenta, coda di maiale e fagioli. Il nome deriva dalla consistenza del piatto e dalla possibilità di lanciare delle cucchiate sul muro che possono rimanere per anni a decoro degli intonaci di casa).
Secondo piatto: “Ossobuco al pomodoro” (ossobuco di vitello in salsa di pomodoro, cipolla, aglio e un goccio di marsala secco. A scelta si può aggiungere marsala fino a farlo traboccare dal buco).
Contorno: “Fagioli alla veneta” (fagioli rossi-verdi-soffritti in extra-vergine, cipolla, aglio, carota, costa di sedano e conditi, “dulcis in fundo”, con prezzemolo e 2cucchiai2 di sugo di faraona). Dato che sono sempre stato piuttosto scarso in latino, vorrei prendermi una piccola rivincita nei confronti delle mia insegnante del liceo, che non mi ha mai saputo valorizzare, riportando un’altra breve espressione che mi è rimasta impressa e che mi sembra particolarmente appropriata per descrivere i possibili effetti collaterali post digestione di questo piatto: “in cauda venenum”.
Dessert: “Sanguinaccio” (dolce a base di cioccolato amaro aromatizzato con sangue di maiale. Vera leccornia e rarità in quanto in alcune regioni del Belpaese la vendita al pubblico del sangue di maiale è vietata dal 1992. 1992
Marco dice:
Rispetto a qualche anno fa quando ero studente, oggi ho “una valigetta che mi tiene un po’ più legato alla realtà...”. Quella valigetta però la so appoggiare su un angolo quando arriva il momento di prendere su lo zaino e partire..e quel momento adesso è arrivato: grazie Ostrega!
“30 sbandati” - perché, parliamoci chiaro, questa è la definizione più appropriata di questo gruppo - “a bordo di un autobus che andrà da Venezia a Pechino”
“…e se ci scritturano per un film?”
Io mi prenoto per una scena in cui sto in equilibrio sopra il tetto del pullman in corsa e urlo “Uuuuuuuhhh sto surfando con l’Ostregabus le montagne del Kazakistan..”




