Margherita De Benetti
Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà.
Data di nascita: 12 settembre 1988
Vive tra Zero Branco e Preganziol, studia a Padova
Biografia:
Nasce a Treviso alla fine della caldissima estate dell'88. Passa una felice e spensierata fanciullezza nella campagna di Zero Branco trascorrendo tutto il suo tempo a girovagare per le campagne e i verdi prati in fiore con le caprette che le facevano ciao e i genitori che la davano per dispersa un paio di volte alla settimana. Frequenta il liceo linguistico a Treviso dove nonostante lo stress psicologico e ambientale riesce ad assorbire la passione per le lingue e per i viaggi che la scuola cerca di incastonarle in testa. In questo periodo comincia a girare l'Europa e ad allargare i suoi orizzonti culturali. Dopo essersi maturata si trasferisce a Preganziol e con qualche dubbio si iscrive alla facoltà di Scienze Politiche di Padova. Comincia a frequentare i bar più malfamati della zona e la gente più strana che le si presenta. In uno di questi bar una sera incontra un amico di amici di amici che parla della possibilità di un viaggio lungo la via della seta e si convince che un'esperienza del genere le cambierà la vita. Secondo le ultime notizie al momento risulta ancora convinta.
Calvino diceva :
"Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d'avere: l'estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t'aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti". L'idea di attraversare mezzo mondo, in un mese, con una corriera e un gruppo di allegri sconosciuti è quantomeno elettrizzante. La possibilità di partecipare ad un viaggio di questa portata è indubbiamente da prendere al volo. L'importanza che avrà per tutti questo viaggio, che credo diventerà una fonte di aneddoti da citare per tutta la vita, non dipenderà solo dal fatto di attraversare 12 paesi, conoscere persone, ambienti, usanze, culture e paesaggi lontani anni luce dalla nostra quotidianità culturale ma dipenderà soprattutto dal viaggio in sè, dalla consapevolezza di aver portato qualcosa di nostro nel mondo e di aver assorbito parte della sua storia. Credo che la conoscenza e la comprensione di modi di vivere per alcuni versi opposti ai nostri sia il primo piccolo passo verso uno sviluppo globale più equilibrato.
Poi ovviamente oltre a tutto ciò, la curiosità e l'esigenza psicologica di questo viaggio dipendono anche dal fatto di voler giocare a Kökpar in Kazakistan, brindare con Raki e Kebab in Turchia e fare il pieno della migliore vodka del mondo in Uzbekistan. Ma solo per amor di cultura.




