DANIELA SANTINON

"Uno è attratto dai posti in fondo al mondo
perchè pensa che lì potrà trovare
quello che c'è in fondo a se stesso." Il grande boh! -
Jovanotti
Fosse facile scrivere la propria biografia...
e, in più, la vogliono simpatica, non didascalica, che
delinei i tratti salienti del carattere e racconti gli avvenimenti
determinanti della propria vita... Fosse facile!
Inizio allora da una mia peculiarità: la
puntualità scassacazzi!
Nel lontano 1976 il medico disse a mia mamma che sarei nata attorno al
4 maggio.
Attorno?
No, scusa...Con chi credi di aver a che fare?
Se mi dai una data, quella deve essere! Infatti 4 maggio fu!
Secondo me, anche se mia mamma nega, il dottore aveva anche biascicato
"...verso le h22..." perchè mi pare impossibile aver scelto
un orario a caso.
La mia puntualità mi ha pure portato a rischiare la vita
quando all'asilo sono scappata da mia nonna e mi sono buttata di corsa
ad attraversare la strada... Caspita, ragazzi, il pulmino era
già arrivato ed io ero in ritardo!
Ah...anni felici quelli dell'asilo. Una bambina ruspante, libera di scorazzare nei campi e che al primo giorno riversa tutta la sua vena naif nel disegno d'apertura del quaderno: uno schitto.
Le elementari scorrono via lisce, tra un pomeriggio a rubare i
sassi sul Piave con lo zio pazzo e un altro a guidare il Garelli del
nonno.
E comincia anche la metamorfosi da bruco a giraffa. L'altezza diventa
una discriminante ma, fortunatamente, sono gli anni di Mimì
Ayuara, cosicchè posso intraprendere la mia carriera
sportiva come pallavolista.
Anni bui bussano alla porta: l'inizio delle scuole medie a
Castelfranco è un traumatico scontro con una
realtà fighetta a me sconosciuta.
In fondo io ero sempre la stessa dello schitto, i miei nuovi compagni
invece erano adepti della setta dei paninari.
L'integrazione non è facile ma procede a tal punto che,
durante gli anni del Lager (ops...Liceo...) arrivo a rinnegare le mie
origini campagnole e divento una sorta di extra-comunitaria per i
Vallesi.
Momenti salienti del decennio castellano? Uno su tutti: il giorno prima
dell'esame di guida mi rabalto in bicicletta, picchio forte la testa e
mi faccio 5 giorni al neuro per trauma cranico.
Lo so: questo spiega molte cose!
Giuro: prima ero normale... anche se i testimoni non lo confermano.
Dai vent'anni in poi tutto è all'insegna della
ricerca di identità e indipendenza.
Inizio a insegnare nuoto in piscina, una vera e propria passione...
Co certi corsisti 'na Passion de Cristo!!!
Scopro anche quali sono le cose che mi piacciono veramente: leggere,
andare al cinema, il cibo (e i cuochi...), la moto (e i
motociclisti...), il rugby (e i rugbisti...), la barca a vela (e i
velisti...)...
Le parentesi?
Meglio spiegarle con una delle frasi che più mi si addicono:
"Lord, lead me not into temptation...I can find the way myself!".
A vent'anni faccio anche il mio primo viaggio da sola, a New
York, e scopro che non c'è cosa più bella.
Perchè viaggiare significa arricchirsi, soddisfare molte
curiosità, aprire il cervello e, in sintesi, diventare
persone migliori.
Ecco perchè sono fiera e onorata di far parte del progetto
Ostrega!.
"Se ti va, raccontami del tuo viaggio (...) copriti bene (...) le correnti d'aria bloccano il collo e restringono la visuale. Si guarda solo avanti, verso la presunta meta, e non ai lati, dove scorrono quegli attimi per cui vale la pena intraprendere il viaggio." La settima onda - Daniel Glattauer